..beh...auguri!
Translate
mercoledì 11 agosto 2010
Le donne e la pipì.
Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: 'MAI, MAIappoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.
'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina,importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.
Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'.
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima,piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai).
Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta.
E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semi seduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!!
Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.
Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.
Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente,cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggioancora con la cerniera abbassata!
Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra ePace mentre ti aspettava. 'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda' ti limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto,l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta;così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità!!!
'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina,importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.
Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'.
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima,piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai).
Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta.
E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semi seduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!!
Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.
Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.
Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente,cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggioancora con la cerniera abbassata!
Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra ePace mentre ti aspettava. 'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda' ti limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto,l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta;così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità!!!
domenica 8 agosto 2010
REGALASI nonna quasi nuova
1,55 x 75 kg circa
80 anni
autosufficiente con sindrome da formica operaia
carattere scontroso e molto permaloso
tendenza a smussare gli angoli dei muri di casa grattandocisi la schiena
tendenza a rispondere"EH!" a qualsiasi domanda rivoltale
tendenza a negare di aver fatto le cose...anche quando non si parla con lei (..ed anche quando non si parla proprio..)
tendenza a far saltare la corrente di casa (mentre la gente lavora al pc...)
tendenza a sparlare (soprattutto davanti a parenti, amici e/o estranei)
tendenza allo spionaggio (dalle camere da letto ai diari personali, dagli incontri sotto casa a quelli sotto
casa del vicino che abita a 500 metri).
Saprà donarvi tanto affetto se la prendete con il piede giusto (e non intendo con questo invitarvi a prenderla a calci).
Corrompibile con: gianduiotti, gelatine alla frutta, ovetti di cioccolato, tronky.......
Il prodotto non appartiene alla categoria "usato garantito".
Il prodotto non è soggetto a calo con il tempo.
Soffre il caldo. Ed anche il freddo. Non ci sono più le mezze stagioni.
Alle le prime 10 offerte regalo anche pentola a pressione in acciaio inox inossidabile e una bicicletta con cambio shimano.
80 anni
autosufficiente con sindrome da formica operaia
carattere scontroso e molto permaloso
tendenza a smussare gli angoli dei muri di casa grattandocisi la schiena
tendenza a rispondere"EH!" a qualsiasi domanda rivoltale
tendenza a negare di aver fatto le cose...anche quando non si parla con lei (..ed anche quando non si parla proprio..)
tendenza a far saltare la corrente di casa (mentre la gente lavora al pc...)
tendenza a sparlare (soprattutto davanti a parenti, amici e/o estranei)
tendenza allo spionaggio (dalle camere da letto ai diari personali, dagli incontri sotto casa a quelli sotto
casa del vicino che abita a 500 metri).
Saprà donarvi tanto affetto se la prendete con il piede giusto (e non intendo con questo invitarvi a prenderla a calci).
Corrompibile con: gianduiotti, gelatine alla frutta, ovetti di cioccolato, tronky.......
Il prodotto non appartiene alla categoria "usato garantito".
Il prodotto non è soggetto a calo con il tempo.
Soffre il caldo. Ed anche il freddo. Non ci sono più le mezze stagioni.
Alle le prime 10 offerte regalo anche pentola a pressione in acciaio inox inossidabile e una bicicletta con cambio shimano.
Io Biancaneve buona così la odio
Ho ascoltato notti cantare.
Chiusa dentro una bara trasparente ho capito che Biancaneve era solo un bluff.
Quando mangi la mela avvelenata, muori.
E di solito è il principe azzurro ad avertela regalata.
Altro che bacio. Il bacio te l'ha dato prima. E pure altro. Poi si è stancato e siccome è anche vile dà la colpa alla strega.
Ma la strega, con tutto il da fare che ha-scappare dai roghi, rincorrere gatti neri, corteggiare il demonio- cosa vuoi che gliene freghi di Biancaneve? Una badante di nani...
Biancaneve è bella, dicono. è pura. è innocente.
Nessuno è innocente, men che meno una che rincoglionisce un guardiacaccia e lo convince a scambiare il suo cuore con quello di un cerbiatto. Dico, un cerbiatto. Un animalino che persino quel nazista di Walt Disney c'ha fatto un film... e lei cosa fa? Imbambola un guardiacaccia, fedele alla regina, e lo convince a mentire per lei. Lei, Biancaneve. E come ha fatto ad incantarlo non essendo strega? Dai, non cercate di imbrogliare noi, che guardiacaccia non siamo.
Ho ascoltato notti sciogliersi.
Trasportare lontano sogni come il vento le foglie. Tutti i sogni fatti di giorno, che sono più resistenti di quelli fatti la notte, perchè li fai ad occhi aperti e li costruisci bene. Li monti, li smonti, li rimonti.
Poi arriva la notte e, ffff, via i sogni.
Sospinti lontano.
Come le navi a vela.
Lontano.
Io l'ho sempre odiata Biancaneve. Con quella faccetta da Maria Goretti e l'aria perennemente stupita. Qualunque cosa vedesse lei faceva “oh”. “oh! Un uccellino!”, “oh! Un coniglietto!” come se un uccelletto o un coniglio fossero la roba più stupefacente del mondo. Vai in qualunque fattoria e ne vedi a carrettate di conigli. È che poi magari ti tocca pure lavorare in una fattoria e, secondo me, la Biancaneve voglia di lavorare....
in vita sua, l'unica volta che ha fatto le pulizie è stata quando ha riassettato la casetta dei sette nani e poi è stramazzata esausta sui loro sette lettini. Ora: quanto poteva essere grande la casetta dei nani? Non avevano neanche i doppi servizi...
E anche i nani. Fossi un minatore, vedi che cosa gli farei a questi che cantano felici “Andiam, andiam, andiamo a lavorar...”. Dopo che hai passato quattordici ore sotto terra, senza sapere nemmeno più che odore ha l'aria, che colore ha il cielo quando è giorno. È sempre nero. Nero sotto. Nero quando esci che ormai è buio ed il sole è scivolato da un'altra parte. Nero dentro i polmoni che non tossisci nemmeno più, scricchioli.
Altro che cantare. Nemmeno più a parlare riesci.
Ho visto notti spegnersi come sigarette.
Notti in cui non c'era nemmeno un cane a parlarmi, in cui anche la favola di Biancaneve sarebbe andata bene, in cui avrei creduto a tutto, persino ai principi azzurri.
Notti in cui ho guardato la pioggia dietro i vetri cadere senza sosta, per ore. Come se anche il cielo stesse piangendo tutte le sue lacrime. Un cielo che assomigliava a me che da ore piangevo tutte le mie lacrime.
Talmente tante da aver paura di dover mettere gli stivali di gomma per poter girare nelle stanze.
Piangere per l'ennesima storia d'amore finita.
Farei uno scambio, potessi.
“io ti do un M. se mi dai un S.”
alcune sono scartine, roba di poco conto, ma ne ho di preziosissime, vere chicche.
Celo, celo, celo. Manca, manca, manca.
Di fintamente contorti e splendidamente egoisti ne ho una serie.
Uomini bambini: ti vogliono come un giocattolo, ma ne hanno già una vagonata e si stancano subito.
Uomini pirati: rubano, essenzialmente rubano.
Uomini poeti: scrivono, essenzialmente scrivono.
Uomini razzo: non fai in tempo a dire “Ah” che sono già nello spazio.
In verità, tutte le favole mi danno sui nervi. Cercano di imbrogliarti sin da quando sei bambina. Cenerentola. La bella addormentata nel bosco. La bella e la bestia... Allora, la storia è sempre la stessa: una fanciulla bellissima, povera e scarognata, vessata da una matrigna altrettanto bella ma di una cattiveria senza confini. Naturalmente, nella storia, appare un tipo belloccio, con l'occhio da marpione e il cavallo bianco. E cosa vogliono farci credere? Che si innamora non della matrigna bellona, scollacciata e disponibile. No, di quella beghina, buona, dolce e remissiva con la faccia da pancotto. Così tu cresci con l'idea che le donne devono essere così: tutte Biancanevi dolci e servizievoli. Ci credi e ti alleni. Senonché la prima volta che metti il piede fuori di casa, ti ritrovi un plotone di belve scatenate che cercano in tutti i modi di portartelo via il principe. Lui, la calzamaglia azzurra, il gonnellino e tutto il resto.
Che poi, questo presunto principe azzurro... L'ho già detto: è lui che regala le mele. Ti imbastisce con parole su parole e quando finalmente sei pronta a mollare gli ormeggi- perché in realtà non aspetti altro- e a seguirlo anche in capo al mondo, lui molla te. E va con la matrigna bellona e scollacciata.
Ho annusato notti di zucchero.
Dolcissime, come caramelle. Notti in cui ho galleggiato come una zattera. Piccola, senza meta, ma sopra il mare, non sotto. Notti in cui tra me e le stelle c'era solo il cielo.
Notti miracolo, in cui tutto è accaduto ed è stato mio.
Ho visto notti nascondersi dalla vergogna.
Le ho viste. Mentre io stavo alla finestra a scontare l'ennesimo sonno mancato. Notti furtive come ladre bambine.
Notti mendicanti, con la mano tesa.
E intanto Biancaneve sta nella sua bara di cristallo... ma non è morta, secondo me. Fa finta. Aspetterà che i nani si levino dalle palle, tirerà fuori il suo completo di pelle, tutto borchie e cerniere, salirà sulla moto che ha nascosto dietro un cespuglio e ciao a tutti: streghe, nani, principi, generazioni di bambine che hanno pensato che le donne dovessero essere così: coglione con una ramazza in mano in attesa di un bacio. Del bacio.
Ecco, così mi sta già più simpatica. La voglio bastarda 'sta Biancaneve. La voglio che taglia la notte con la sua moto rombante. Senza casco, capelli al vento.
La voglio che scappa, senza voltarsi indietro.
La voglio che piega la notte fino a farla diventare giorno.
Così. Lungo una strada deserta, silenziosa e senza curve.
Attorno, la campagna.
Nessun suono, nemmeno un grillo.
Che anche dei Grilli Parlanti non ne possiamo più.
Tratta dal libro 'Cuori di pietra'
Chiusa dentro una bara trasparente ho capito che Biancaneve era solo un bluff.
Quando mangi la mela avvelenata, muori.
E di solito è il principe azzurro ad avertela regalata.
Altro che bacio. Il bacio te l'ha dato prima. E pure altro. Poi si è stancato e siccome è anche vile dà la colpa alla strega.
Ma la strega, con tutto il da fare che ha-scappare dai roghi, rincorrere gatti neri, corteggiare il demonio- cosa vuoi che gliene freghi di Biancaneve? Una badante di nani...
Biancaneve è bella, dicono. è pura. è innocente.
Nessuno è innocente, men che meno una che rincoglionisce un guardiacaccia e lo convince a scambiare il suo cuore con quello di un cerbiatto. Dico, un cerbiatto. Un animalino che persino quel nazista di Walt Disney c'ha fatto un film... e lei cosa fa? Imbambola un guardiacaccia, fedele alla regina, e lo convince a mentire per lei. Lei, Biancaneve. E come ha fatto ad incantarlo non essendo strega? Dai, non cercate di imbrogliare noi, che guardiacaccia non siamo.
Ho ascoltato notti sciogliersi.
Trasportare lontano sogni come il vento le foglie. Tutti i sogni fatti di giorno, che sono più resistenti di quelli fatti la notte, perchè li fai ad occhi aperti e li costruisci bene. Li monti, li smonti, li rimonti.
Poi arriva la notte e, ffff, via i sogni.
Sospinti lontano.
Come le navi a vela.
Lontano.
Io l'ho sempre odiata Biancaneve. Con quella faccetta da Maria Goretti e l'aria perennemente stupita. Qualunque cosa vedesse lei faceva “oh”. “oh! Un uccellino!”, “oh! Un coniglietto!” come se un uccelletto o un coniglio fossero la roba più stupefacente del mondo. Vai in qualunque fattoria e ne vedi a carrettate di conigli. È che poi magari ti tocca pure lavorare in una fattoria e, secondo me, la Biancaneve voglia di lavorare....
in vita sua, l'unica volta che ha fatto le pulizie è stata quando ha riassettato la casetta dei sette nani e poi è stramazzata esausta sui loro sette lettini. Ora: quanto poteva essere grande la casetta dei nani? Non avevano neanche i doppi servizi...
E anche i nani. Fossi un minatore, vedi che cosa gli farei a questi che cantano felici “Andiam, andiam, andiamo a lavorar...”. Dopo che hai passato quattordici ore sotto terra, senza sapere nemmeno più che odore ha l'aria, che colore ha il cielo quando è giorno. È sempre nero. Nero sotto. Nero quando esci che ormai è buio ed il sole è scivolato da un'altra parte. Nero dentro i polmoni che non tossisci nemmeno più, scricchioli.
Altro che cantare. Nemmeno più a parlare riesci.
Ho visto notti spegnersi come sigarette.
Notti in cui non c'era nemmeno un cane a parlarmi, in cui anche la favola di Biancaneve sarebbe andata bene, in cui avrei creduto a tutto, persino ai principi azzurri.
Notti in cui ho guardato la pioggia dietro i vetri cadere senza sosta, per ore. Come se anche il cielo stesse piangendo tutte le sue lacrime. Un cielo che assomigliava a me che da ore piangevo tutte le mie lacrime.
Talmente tante da aver paura di dover mettere gli stivali di gomma per poter girare nelle stanze.
Piangere per l'ennesima storia d'amore finita.
Farei uno scambio, potessi.
“io ti do un M. se mi dai un S.”
alcune sono scartine, roba di poco conto, ma ne ho di preziosissime, vere chicche.
Celo, celo, celo. Manca, manca, manca.
Di fintamente contorti e splendidamente egoisti ne ho una serie.
Uomini bambini: ti vogliono come un giocattolo, ma ne hanno già una vagonata e si stancano subito.
Uomini pirati: rubano, essenzialmente rubano.
Uomini poeti: scrivono, essenzialmente scrivono.
Uomini razzo: non fai in tempo a dire “Ah” che sono già nello spazio.
In verità, tutte le favole mi danno sui nervi. Cercano di imbrogliarti sin da quando sei bambina. Cenerentola. La bella addormentata nel bosco. La bella e la bestia... Allora, la storia è sempre la stessa: una fanciulla bellissima, povera e scarognata, vessata da una matrigna altrettanto bella ma di una cattiveria senza confini. Naturalmente, nella storia, appare un tipo belloccio, con l'occhio da marpione e il cavallo bianco. E cosa vogliono farci credere? Che si innamora non della matrigna bellona, scollacciata e disponibile. No, di quella beghina, buona, dolce e remissiva con la faccia da pancotto. Così tu cresci con l'idea che le donne devono essere così: tutte Biancanevi dolci e servizievoli. Ci credi e ti alleni. Senonché la prima volta che metti il piede fuori di casa, ti ritrovi un plotone di belve scatenate che cercano in tutti i modi di portartelo via il principe. Lui, la calzamaglia azzurra, il gonnellino e tutto il resto.
Che poi, questo presunto principe azzurro... L'ho già detto: è lui che regala le mele. Ti imbastisce con parole su parole e quando finalmente sei pronta a mollare gli ormeggi- perché in realtà non aspetti altro- e a seguirlo anche in capo al mondo, lui molla te. E va con la matrigna bellona e scollacciata.
Ho annusato notti di zucchero.
Dolcissime, come caramelle. Notti in cui ho galleggiato come una zattera. Piccola, senza meta, ma sopra il mare, non sotto. Notti in cui tra me e le stelle c'era solo il cielo.
Notti miracolo, in cui tutto è accaduto ed è stato mio.
Ho visto notti nascondersi dalla vergogna.
Le ho viste. Mentre io stavo alla finestra a scontare l'ennesimo sonno mancato. Notti furtive come ladre bambine.
Notti mendicanti, con la mano tesa.
E intanto Biancaneve sta nella sua bara di cristallo... ma non è morta, secondo me. Fa finta. Aspetterà che i nani si levino dalle palle, tirerà fuori il suo completo di pelle, tutto borchie e cerniere, salirà sulla moto che ha nascosto dietro un cespuglio e ciao a tutti: streghe, nani, principi, generazioni di bambine che hanno pensato che le donne dovessero essere così: coglione con una ramazza in mano in attesa di un bacio. Del bacio.
Ecco, così mi sta già più simpatica. La voglio bastarda 'sta Biancaneve. La voglio che taglia la notte con la sua moto rombante. Senza casco, capelli al vento.
La voglio che scappa, senza voltarsi indietro.
La voglio che piega la notte fino a farla diventare giorno.
Così. Lungo una strada deserta, silenziosa e senza curve.
Attorno, la campagna.
Nessun suono, nemmeno un grillo.
Che anche dei Grilli Parlanti non ne possiamo più.
Tratta dal libro 'Cuori di pietra'
Stray- STEVE CONTE
Vocals: Steve Conte
Lyrics: Tim Jenson
Music and Arrangement: Yoko Kanno
Lyrics: Tim Jenson
Music and Arrangement: Yoko Kanno
Stray! Stray! In the cold breeze that I walk along The memories of generations burn within me Been forever since I cried the pain and sorrow I live and die, proud of my people gaining I'm here standing at the edge Starin up at where the moon should be Stray! No regrets 'cause I got nothin to lose Ever stray! So I'm gonna live my life as I choose Until I fall.. Stray! Stray! Stray! Stray! In the white freeze, I never spoke of tears Or opened up to anyone including myself I would like to find a way to open to you Been awhile, don't know if I remember how to I'm here waiting on the edge Would I be alright showing myself to you? It's always been so hard to do.. Stray! No regrets 'cause I got nothin to lose Ever stray! So I'm gonna live my life as I choose Until I fall... Stray! Stray! Stray! Stray! Stray! Stray! Is there a place left there for me Somewhere that I belong Or will I always live this way... ?Always stray No regrets 'cause I got nothin to lose Ever stray! So I'm gonna live my life as I choose Cause all things fall Stray! Stray! Stray! Stray! Stray! Stray! Stray...
giovedì 5 agosto 2010
Il vaso vuoto
Molto tempo fa in Cina c’era un bambino di nome Ping che amava i fiori.
Qualsiasi cosa seminasse germogliava rigogliosa.
Fiori, cespugli, e perfino grandi alberi da frutto con lui crescevano come per magia!
L’imperatore amava i fiori. E quando giunse il tempo di scegliere un erede, regalò un seme a tutti i bambini del regno. «Chi di voi, tra un anno, mi porterà il fiore più bello, mi succederà al trono» proclamò.
Il piccolo Ping piantò il suo seme e badò a lui ogni giorno con cura e dedizione, ma il seme non germogliava.
Ping era molto triste, anche perchè gli altri bambini lo deridevano..a tutti erano sbocciati dei fiori meravigliosi. lui si vergognava di non esser riuscito a far crescere neanche un filo d'erba!
Un giorno il padre lo sentì piangere in giardino e gli si avvicinò.
"Non voglio presentarmi dall'imperatore con il vaso vuoto" disse Ping tra le lacrime
"Ping non devi piangere,nè vergognarti" lo rassicurò il padre"tu hai fatto del tuo meglio ed il tuo meglio è abbastanza buono da essere mostrato all'imperatore".
Così quando arrivò la primavera, gli altri bambini sfilarono in un corteo colorato e profumato, mentre Ping si presentò a palazzo con un vaso vuoto…
L'imperatore guardò uno ad uno i fiori di ciascun bambino..ma il suo sguardo rimase accigliato finchè non scorse Ping con il suo vaso ed allora gli chiese "Come mai ti presenti con un vaso vuoto?"
Il piccolo Ping alzò gli occhi e scoppiò in un pianto disperato: "Io ho piantato il mio seme, l'ho annaffiato e gli ho cambiato anche il terriccio..ma non è germogliato anche se ho fatto del mio meglio"
Allora sul viso dll'Imperatore apparve un sorriso: "L'ho trovato! Ecco chi è degno di essere il mio erede!
Non so dove abbiate preso i semi, ma di certo non erano quelli che vi avevo donato. I miei semi erano cotti e non sarebbero potuti germogliare!"
Ping fu incoronato nuovo Imperatore e quel fiore non sbocciato divenne il segno della sua onestà.
Qualsiasi cosa seminasse germogliava rigogliosa.
Fiori, cespugli, e perfino grandi alberi da frutto con lui crescevano come per magia!
L’imperatore amava i fiori. E quando giunse il tempo di scegliere un erede, regalò un seme a tutti i bambini del regno. «Chi di voi, tra un anno, mi porterà il fiore più bello, mi succederà al trono» proclamò.
Il piccolo Ping piantò il suo seme e badò a lui ogni giorno con cura e dedizione, ma il seme non germogliava.
Ping era molto triste, anche perchè gli altri bambini lo deridevano..a tutti erano sbocciati dei fiori meravigliosi. lui si vergognava di non esser riuscito a far crescere neanche un filo d'erba!
Un giorno il padre lo sentì piangere in giardino e gli si avvicinò.
"Non voglio presentarmi dall'imperatore con il vaso vuoto" disse Ping tra le lacrime
"Ping non devi piangere,nè vergognarti" lo rassicurò il padre"tu hai fatto del tuo meglio ed il tuo meglio è abbastanza buono da essere mostrato all'imperatore".
Così quando arrivò la primavera, gli altri bambini sfilarono in un corteo colorato e profumato, mentre Ping si presentò a palazzo con un vaso vuoto…
L'imperatore guardò uno ad uno i fiori di ciascun bambino..ma il suo sguardo rimase accigliato finchè non scorse Ping con il suo vaso ed allora gli chiese "Come mai ti presenti con un vaso vuoto?"
Il piccolo Ping alzò gli occhi e scoppiò in un pianto disperato: "Io ho piantato il mio seme, l'ho annaffiato e gli ho cambiato anche il terriccio..ma non è germogliato anche se ho fatto del mio meglio"
Allora sul viso dll'Imperatore apparve un sorriso: "L'ho trovato! Ecco chi è degno di essere il mio erede!
Non so dove abbiate preso i semi, ma di certo non erano quelli che vi avevo donato. I miei semi erano cotti e non sarebbero potuti germogliare!"
Ping fu incoronato nuovo Imperatore e quel fiore non sbocciato divenne il segno della sua onestà.
Pillole di saggezza
Non ci sono più mezze stagioni.
Vivaldi, fosse nato adesso, non faceva Primavera, Estate..
Ne faceva una sola, una sola di strombazzamenti
e la chiamava "Tempo di merda".
(Luciana Littizzetto)
Vivaldi, fosse nato adesso, non faceva Primavera, Estate..
Ne faceva una sola, una sola di strombazzamenti
e la chiamava "Tempo di merda".
(Luciana Littizzetto)
lunedì 2 agosto 2010
Pillole di saggezza
Lei si sentiva sempre molto sola, perché lui faceva molti viaggi per lavoro.
Un giorno lui portò a casa un San Bernardo e le disse: "Ti ho fatto un regalo. Si chiama Estrema Riluttanza.
Così quando vado via potrai sempre dire che ti ho lasciato con estrema riluttanza".
Lei lo colpì con un mestolo.
GIAPPONE- una foto al giorno GOYA
..questa cosa verde e butterata, che sembra uno strano incrocio tra un rettile ed un cetriolo..o una zucchina con l'acne adolescenziale...o anche un..no, questa è meglio non dirla...
beh...si chiama GOYA ed apparentemente fa TAAAAANTO bene alla salute... E, come si sa, le cose che fanno bene alla salute, di solito fanno pure TAAAANTO schifo....
Eppure era così bellino, all'apparenza..
Posso solo dirvi che non ho mai mangiato nulla di così amaro.
E, perchè lo dica io, che sono una fanatica del chinotto e di ogni gusto amaro esistente....deve essere stato proprio TAAAAANTO amaro!
http://en.wikipedia.org/wiki/Bitter_melon
ebbene sì. Tradotto come "melone amaro", questo frutto è DECISAMENTE amaro. [se non si fosse capito..]
Lascio agli interessati la traduzione da wikipedia...
..e ribadisco il concetto..
QUELLA COSA E' AMARAAAAAA! \(-_-*)/
beh...si chiama GOYA ed apparentemente fa TAAAAANTO bene alla salute... E, come si sa, le cose che fanno bene alla salute, di solito fanno pure TAAAANTO schifo....
Eppure era così bellino, all'apparenza..
Posso solo dirvi che non ho mai mangiato nulla di così amaro.
E, perchè lo dica io, che sono una fanatica del chinotto e di ogni gusto amaro esistente....deve essere stato proprio TAAAAANTO amaro!
http://en.wikipedia.org/wiki/Bitter_melon
ebbene sì. Tradotto come "melone amaro", questo frutto è DECISAMENTE amaro. [se non si fosse capito..]
Lascio agli interessati la traduzione da wikipedia...
..e ribadisco il concetto..
QUELLA COSA E' AMARAAAAAA! \(-_-*)/
Iscriviti a:
Post (Atom)


















