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martedì 19 aprile 2011
BACK IN TIME, i lavoretti del passato: DISTURBED SPONGE
Spongebob adattato alla scrita "disturbed" su maglietta nera a manica lunga della Benetton. Tanta fatica per nulla, la maglietta non è mai stata messa.... >_>
Disegnare sul nero presenta tante difficoltà perchè per far brillare i colori per stoffa bisogna creare una base che sia quanto più neutra possibile...e per creare la base bisogna stendere colore fino a coprire il nero della maglia... E quindi si ha un risultato finale simile a quello delle maglie comprate, con una stampa leggermente in rilievo, quasi gommosa... :3
Disegnare sul nero presenta tante difficoltà perchè per far brillare i colori per stoffa bisogna creare una base che sia quanto più neutra possibile...e per creare la base bisogna stendere colore fino a coprire il nero della maglia... E quindi si ha un risultato finale simile a quello delle maglie comprate, con una stampa leggermente in rilievo, quasi gommosa... :3
Burro e latticello
Se volete farvi il burro in casa, o se avete bisogno del latticello per una ricetta come quella della red velvet non dovete disperare, perchè il procedimento è facilissimo e l'unico ingrediente di cui avete bisogno è la panna fresca.
Consiglio di montare la panna con le fruste elettriche, in caso vogliate risparmiarvi la fatica che facevano le nonne sbattendo per ore...
Poco alla volta il burro inizierà a smontare facendo tanti grumetti..
..inizierà a trasudare del liquido..
e finirete con il trovarvi la parte solida (burro) e la parte liquida (latticello) ben separate. Dovrete quindi raccogliere il burro e strizzarlo per bene -ottima per questo processo la retina che si trova in alcune vaschette di ricotta- raccogliendo quindi il liquido. Il burro va poi ulteriormente lavato sotto acqua corrente fredda, fino a che non rilascia più latticello -liquido biancastro-.
Il burro appena fatto frullato nel mixer con del salmone affumicato, delle olive, delle erbe fresche [etc] è ottimo sui crostini! :3
Consiglio di montare la panna con le fruste elettriche, in caso vogliate risparmiarvi la fatica che facevano le nonne sbattendo per ore...
Poco alla volta il burro inizierà a smontare facendo tanti grumetti..
..inizierà a trasudare del liquido..
e finirete con il trovarvi la parte solida (burro) e la parte liquida (latticello) ben separate. Dovrete quindi raccogliere il burro e strizzarlo per bene -ottima per questo processo la retina che si trova in alcune vaschette di ricotta- raccogliendo quindi il liquido. Il burro va poi ulteriormente lavato sotto acqua corrente fredda, fino a che non rilascia più latticello -liquido biancastro-.
Il burro appena fatto frullato nel mixer con del salmone affumicato, delle olive, delle erbe fresche [etc] è ottimo sui crostini! :3
Domenica a Venezia (10.04.2011)
Perchè percorrere al contrario tutto il percorso della Su e zo par i ponti è come fare una maratona doppia.
O come sentirsi salmone in risalita controcorrente.
Ad ogni modo, non è da rifare..........
O come sentirsi salmone in risalita controcorrente.
Ad ogni modo, non è da rifare..........
sabato 16 aprile 2011
Smalti, esperimenti con. Parte seconda.
Scusate per la qualità delle foto, sono fatte con la webcam..ne inserirò presto di più significative! :)
Questo è il primo esperimento con lo smalto NAIL ART MAGNETICS della ESSENCE (03. magic wand)...
Ho fatto fatica a capire come gestire la cosa (il tappo dello smalto che chiuderei ad ogni unghia, la calamita sempre storta, il colore scuro dello smalto e la mia incapacità di stenderlo con la sinistra...), ma con la terza unghia già avevo afferrato il sistema.
Smalto, calamita x 30", altra unghia.
Ora voglio pure gli altri colori!!! :)
e...guardate qui!
Questo è il primo esperimento con lo smalto NAIL ART MAGNETICS della ESSENCE (03. magic wand)...
Ho fatto fatica a capire come gestire la cosa (il tappo dello smalto che chiuderei ad ogni unghia, la calamita sempre storta, il colore scuro dello smalto e la mia incapacità di stenderlo con la sinistra...), ma con la terza unghia già avevo afferrato il sistema.
Smalto, calamita x 30", altra unghia.
Ora voglio pure gli altri colori!!! :)
e...guardate qui!
venerdì 15 aprile 2011
Anpan
L'anpan è un panino lievitato con ripieno tipicamente composto da anko.
La storia di questo panino è relativamente antica:
L'anpan fu per la prima volta preparato nel 1875, durante il periodo Meiji, da un uomo chiamato Yasubei Kimura, un samurai che aveva perso il suo lavoro con la dissoluzione della casta sociale omonima.
Con la dissoluzione della casta e la veloce occidentalizzazione, non era inusuale che ai samurai senza lavoro venisse affidata un'occupazione tipicamente non-orientale. E il panettiere era una di tali occupazioni.
Un giorno, Yasubei stava camminando per un area in cui molte di queste persone occupate in lavori occidentalizzanti e notò un uomo che stava impastando del pane: sentendosi coinvolto in prima persona in questo processo di occidentalizzazione, Yasubei fondò un panificio chiamato Bun'eidō (文英堂). Nel 1874 si spostò nel popoloso quartiere Ginza e rinominò il panificio Kimuraya (木村屋).
A quel tempo l'unica ricetta conosciuta e diffusa per il pane era la ricetta per un impasto molto salato ed acido, ed il pane mal si adeguava ai gusti del giapponese medio. Yasubei volle quindi creare un pane che fosse gustato equalmente anche dai Giapponesi, seguendo la procedura del manju. Riempì quindi il panino con della giapponesissima pasta di fagioli e vendette il panino come snack. L'anpan divenne estremamente popolare, non solo per il suo gusto, ma anche per la curiosità e l'interesse del popolo del sol levante per tutto ciò che era nuovo e "non orientale".
Più tardi gli anpan creati da Yasubei (arricchiti da un fiore di ciliegio) vennero presentati all'imperatore che ne fu così colpito da ordinare che gli venissero serviti giornalmente: la popolarità dell'anpan crebbe senza sosta.
LA RICETTA:
A fine lievitazione ho ottenuto una massa incredibilmente soda e piena di bolle (sembrava gel...mai visto nulla di simile!)
L'impasto va quindi diviso in parti uguali e rotolato in palline da lasciar lievitare per una decina di minuti. (le mie palline andavano da 45 a 55 grammi, a seconda del numero complessivo di panini). Le palline vanno quindi appiattite e riempite con del ripieno (anpan, ma io ho usato pure una crema pasticcera MOLTO dura, delle banane saltate in padella o un misto dei tre..); i panini vanno quindi richiusi come dei fagottini, sigillando le estremità in un solo punto, che poi sarà quello appoggiato alla carta forno. I panini così chiusi vanno lasciati lievitare per un'altra oretta, spennellati con tuorlo d'uovo e cosparsi con poco sesamo (più per valenza estetica che per il gusto). Per la cottura: 200°C per 13 minuti (o meno, se sono già color caramello) in forno preriscaldato.
Questo il primo tentativo con la dose di 300g di farina, come nella ricetta originale. I panini erano lievitati, ma sono prima scoppiati e poi si sono afflosciati.
Il panino più bello della teglia..
con il suo ripieno di azuki
Questo è il secondo tentativo: con 10 grammi di farina in più, l'impasto regge meglio la lievitazione e la cottura.
Il secondo tentativo ha visto pure dei panini con la crema, che era però troppo carente in farina. (bisogna quasi duplicarne la dose)
E di nuovo..il panino migliore della teglia.
E qui il terzo impasto, versione gel..o schiuma espansa.
E finalmente il panino perfetto, con tre ripieni diversi.
yummy!
Ed ora una piccola curiosità aggiuntiva: ANPANMAN , il supereroe a forma di anpan.
E non poteva mancare nemmeno la foto ricordo..
e per chi avesse voglia di una lettura divertente/sconfortante, c'è il link al diario di una giornata in cucina cucinando gli anpan che qualcuno ha voluto immortalare..qui!
La storia di questo panino è relativamente antica:
L'anpan fu per la prima volta preparato nel 1875, durante il periodo Meiji, da un uomo chiamato Yasubei Kimura, un samurai che aveva perso il suo lavoro con la dissoluzione della casta sociale omonima.
Con la dissoluzione della casta e la veloce occidentalizzazione, non era inusuale che ai samurai senza lavoro venisse affidata un'occupazione tipicamente non-orientale. E il panettiere era una di tali occupazioni.
Un giorno, Yasubei stava camminando per un area in cui molte di queste persone occupate in lavori occidentalizzanti e notò un uomo che stava impastando del pane: sentendosi coinvolto in prima persona in questo processo di occidentalizzazione, Yasubei fondò un panificio chiamato Bun'eidō (文英堂). Nel 1874 si spostò nel popoloso quartiere Ginza e rinominò il panificio Kimuraya (木村屋).
A quel tempo l'unica ricetta conosciuta e diffusa per il pane era la ricetta per un impasto molto salato ed acido, ed il pane mal si adeguava ai gusti del giapponese medio. Yasubei volle quindi creare un pane che fosse gustato equalmente anche dai Giapponesi, seguendo la procedura del manju. Riempì quindi il panino con della giapponesissima pasta di fagioli e vendette il panino come snack. L'anpan divenne estremamente popolare, non solo per il suo gusto, ma anche per la curiosità e l'interesse del popolo del sol levante per tutto ciò che era nuovo e "non orientale".
Più tardi gli anpan creati da Yasubei (arricchiti da un fiore di ciliegio) vennero presentati all'imperatore che ne fu così colpito da ordinare che gli venissero serviti giornalmente: la popolarità dell'anpan crebbe senza sosta.
LA RICETTA:
- 320-325g di farina
- 6g di lievito di birra secco
- 40 g zucchero
- mezzo uovo sbattuto
- 175 ml acqua tiepida
- 1 cucchiaino di sale
- 45g burro morbido
A fine lievitazione ho ottenuto una massa incredibilmente soda e piena di bolle (sembrava gel...mai visto nulla di simile!)
L'impasto va quindi diviso in parti uguali e rotolato in palline da lasciar lievitare per una decina di minuti. (le mie palline andavano da 45 a 55 grammi, a seconda del numero complessivo di panini). Le palline vanno quindi appiattite e riempite con del ripieno (anpan, ma io ho usato pure una crema pasticcera MOLTO dura, delle banane saltate in padella o un misto dei tre..); i panini vanno quindi richiusi come dei fagottini, sigillando le estremità in un solo punto, che poi sarà quello appoggiato alla carta forno. I panini così chiusi vanno lasciati lievitare per un'altra oretta, spennellati con tuorlo d'uovo e cosparsi con poco sesamo (più per valenza estetica che per il gusto). Per la cottura: 200°C per 13 minuti (o meno, se sono già color caramello) in forno preriscaldato.
Questo il primo tentativo con la dose di 300g di farina, come nella ricetta originale. I panini erano lievitati, ma sono prima scoppiati e poi si sono afflosciati.
Il panino più bello della teglia..
con il suo ripieno di azuki
Questo è il secondo tentativo: con 10 grammi di farina in più, l'impasto regge meglio la lievitazione e la cottura.
Il secondo tentativo ha visto pure dei panini con la crema, che era però troppo carente in farina. (bisogna quasi duplicarne la dose)
E di nuovo..il panino migliore della teglia.
E qui il terzo impasto, versione gel..o schiuma espansa.
E finalmente il panino perfetto, con tre ripieni diversi.
yummy!
Ed ora una piccola curiosità aggiuntiva: ANPANMAN , il supereroe a forma di anpan.
E non poteva mancare nemmeno la foto ricordo..
e per chi avesse voglia di una lettura divertente/sconfortante, c'è il link al diario di una giornata in cucina cucinando gli anpan che qualcuno ha voluto immortalare..qui!
Crespelle con i porri
Ho fatto le crespelle... e mi era rimasto mezzo cucchiaio di impasto che ho colato in padella.. Una volta cotto l'ho rovesciato sopra alle altre crespelle e...."ma...ma..quello è....UN PESCE!!!!" XD e pure ben definito nei dettagli!!
...assurdo...
Beh, dicevamo..
Avevo due porri che nonna voleva a tutti i costi farmi cucinare.. Siccome il porro in padella non mi garba e di fare la zuppa di porri e patate non avevo voglia..ho provato a cercare qualche ricetta, scoprendo quindi che il porro non viene granchè considerato come ingrediente primario..
Crespelle, ingredienti:
Versare una cucchiaiata di composto in una padellina ben unta (unta, non grondante) di burro e lasciar cuocere su entrambi i lati.
Per il ripieno ho usato due porri, che ho tagliato a rondelle e fatto rosolare con poc olio e poi stufare in padella con acqua e un bicchiere di vino bianco.
Ho poi mescolato i porri -senza frullarli- con della besciamella fatta in casa e del parmigiano grattugiato.
La versione base è ottima -se vi piacciono i porri ed il persistente reflusso gastroesofageo- e penso di potrebbe variare con l'aggiunta di un po' di prosciutto cotto, della salsiccia o più semplicemente dell'altro formaggio.. :)
...assurdo...
Beh, dicevamo..
Avevo due porri che nonna voleva a tutti i costi farmi cucinare.. Siccome il porro in padella non mi garba e di fare la zuppa di porri e patate non avevo voglia..ho provato a cercare qualche ricetta, scoprendo quindi che il porro non viene granchè considerato come ingrediente primario..
Crespelle, ingredienti:
- mezzo litro di latte
- 2 uova intere
- 125g farina
- sale
Versare una cucchiaiata di composto in una padellina ben unta (unta, non grondante) di burro e lasciar cuocere su entrambi i lati.
Per il ripieno ho usato due porri, che ho tagliato a rondelle e fatto rosolare con poc olio e poi stufare in padella con acqua e un bicchiere di vino bianco.
Ho poi mescolato i porri -senza frullarli- con della besciamella fatta in casa e del parmigiano grattugiato.
La versione base è ottima -se vi piacciono i porri ed il persistente reflusso gastroesofageo- e penso di potrebbe variare con l'aggiunta di un po' di prosciutto cotto, della salsiccia o più semplicemente dell'altro formaggio.. :)
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giovedì 14 aprile 2011
Pillole di saggezza
Relationships are like glass. Sometimes it's better to leave them broken than try to hurt yourself putting it back together.
Anonymous
Anonymous
mercoledì 13 aprile 2011
Polpette tonno e ricotta
Ingredienti:
Inizio mescolando assieme la ricotta ed il tonno che avrò precedentemente lavorato e sminuzzato.
Aggiungo quindi il parmigiano
L'uovo (io ho fatto doppia dose!)
..prezzemolo
..pangrattato..
E lavorare fino ad ottenere un composto malleabile e non troppo secco..
Aggiustare di sale e pepe, se necessario.
Si formano quindi delle polpette grandi come delle noci che vanno schiacciate leggermente alle estremità..
ed infarinate.
Dopo averle rosolate in padella, questo è il risultato finale.
Hanno fatto ricredere pure la nonna!
- 200 g ricotta
- 100 g tonno sott’olio
- 40 g parmigiano grattugiato
- 2 cucchiaini di prezzemolo tritato
- 40 g pangrattato
- olio
- 1 uovo
- farina
Inizio mescolando assieme la ricotta ed il tonno che avrò precedentemente lavorato e sminuzzato.
Aggiungo quindi il parmigiano
L'uovo (io ho fatto doppia dose!)
..prezzemolo
..pangrattato..
E lavorare fino ad ottenere un composto malleabile e non troppo secco..
Aggiustare di sale e pepe, se necessario.
Si formano quindi delle polpette grandi come delle noci che vanno schiacciate leggermente alle estremità..
ed infarinate.
Dopo averle rosolate in padella, questo è il risultato finale.
Hanno fatto ricredere pure la nonna!
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uova
BACK IN TIME, i lavoretti del passato: RAINBOW MESS
compri due cassettiere in truciolato e te le vernici da solo! :)
(oddio...volevamo solo provare i colori acrilici, a dirla tutta...)
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