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giovedì 9 agosto 2012

Tatin di lamponi con gelato di crema


Come ogni estate...una bella torta di lamponi!
ingredienti:
  • 240g farina
  • 220g burro
  • 4 uova
  • 260g zucchero
  • 2 cucchiaini colmi di lievito vanigliato
  • 250g lamponi
  • mezza arancia (che io non avevo..)
  • sale
  • gelato di crema per servire
Inizio preparando i lamponi:
sciolgo 20g di burro, 2 cucchiai di succo di arancia (qui limone) e 100 g di zucchero in una casseruola.

Quando lo zucchero si è sciolto, tolgo dal fuoco e vado ad unire i lamponi.
Imburro uno stampo di circa 20 cm di diametro e vi verso dentro i lamponi e lo sciroppo che si è formato.
Finito di preparare i lamponi passo all'impasto:
monto a crema i 200 grammi di burro ed i 160 grammi di zucchero rimasti.

Mescolo la farina con il lievito ed un pizzico di sale.
Verso sulla crema di burro un uovo ed un cucchiaio di farina setacciata con il lievito.
Mescolo e ripeto da capo fino ad esaurire le uova.
Unisco quindi tutta la farina rimasta.
Verso l'impasto a cucchiaiate sopra ai lamponi (è piuttosto consistente: se lo verso tutto in un colpo, sprofonda inersorabilmente al centro)
Una volta che ho versato tutto l'impasto, cerco di livellarlo con una spatola.
Il dolce va cotto in forno preriscaldato a 180°C per circa 50 minuti (necessario fare la prova con uno stecchino).
Quando la torta si è intiepidita, tento di sformarla su un piatto da portata.

Per aiutare l'operazione, consiglio di passare i bordi della torta con un coltello.

Se ancora non si stacca (come nel mio caso) incitate la torta a gran voce.
Quando la torta si staccherà di colpo, mentre state meglio prendendo la mira per farle una foto... fate attenzione a non far cadere la macchina fotografica... =_____=
La torta sformata è davvero bella e di grande effetto!
L'impasto è ben lievitato, non eccessivamente soffice, ma impregnato dell'aroma dei lamponi.
Con un cucchiaio di gelato alla crema sopra... è davvero la fine del mondo!! ^^

martedì 7 agosto 2012

Nonna e le somiglianze internazionali 2.

Nonna che guarda una gara x:
"HA VINTO! HA VINTO L'ITALIANO! che bravo..."

Io: "ma dove lo vedi, un italiano??"

Nonna: "lì, lì davanti...quello azzurro!"

Io: "non è che tutti gli azzurri siano italiani.. Guarda che stavi tifando per l'Ucraina..^^' "

Nonna: "...."

lunedì 6 agosto 2012

Nonna e le somiglianze internazionali

Guardiamo le premiazioni degli atleti che hanno gareggiato agli anelli.

Terzo posto un italiano, secondo un cinese e primo un brasiliano.

Nonna: "ma quello...è cinese o giapponese? Mi sembra che si somiglino molto! Sarà che vivono vicini.."
Io: "cinese"
[...]

Nonna: "allora...questo è l'italiano! Hanno vinto l'oro??"
Io: "no..quello è il brasiliano"
Nonna: "beh, pure gli italiani e i brasiliani si somigliano..."
Io: "sì, perchè vivono vicini...."

lunedì 30 luglio 2012

Tortino di patate, mele e speck

Un tortino con degli ingredienti particolari, ma dal gusto gradevole ed armonico. ^^

 Ingredienti:
  • 800g patate
  • 1 porro
  • 2 mele fuji
  • 300g montasio
  • 50g parmigiano grattugiato
  • 100g speck
  • burro
  • sale
  • pepe nero
 Inizio la preparazione degli ingredienti per questo strano tortino riducendo a fette sottili lo speck, il montasio e le patate.
Taglio a rondelle il porro e lo lavo sotto acqua corrente.
 Sciolgo 10g (un cucchiaio) di burro in una padella capiente..
 ..e vado a cucinarvi i porri con un pizzico di sale ed il pepe nero.
 Mentre i porri si cucinano lentamente, tolgo il torsolo alle due mele e le riduco a fettine.

Immergo le patate tagliate a fette in acqua bollente salata per 5 minuti e scolo.
 Cucino quindi anche le mele, aggiungendole alla padella di porri.
 Quando le mele sono morbide, tolgo dal fuoco.

 Vado a rivestire uno stampo a cerniera con carta forno ed inizio a formare il tortino:
per prima cosa uno strato di patate ben sgocciolate ed un pizzico di sale.
 Uno strato di speck...
Mele e porro..
Montasio...
 ..e parmigiano grattugiato.
Ripeto il tutto fino ad esaurire gli ingredienti, sempre secondo l'ordine "patate-speck-mele-montasio-parmigiano".
Copro con un foglio di alluminio e passo al forno a 180° per 35 minuti. Elimino quindi il foglio di alluminio e lascio dorare per altri 25-30 minuti.
 Quando sforno, lascio leggermente raffreddare, per far si che il formaggio fuso non faccia scivolare giù gli strati di tortino.
 Che aggiungere...


















da Sale & Pepe

martedì 24 luglio 2012

DIY - Porta-cerchielli


Ed ecco, per la nuova rubrica "DIY" (ossia: "Do It Yourself") finalmente realizzato e fotografato un progetto di cui vado piuttosto fiera.
Ok, non si tratta di nulla di realmente complicato, ma...è stato davvero un salva-vita per tutti quei poveri cerchielli abbandonati in una scatola sotto ad un'altra scatola sotto ad un'altra scatola.
La sola idea di dover spostare due scatole per poter arrivare ai cerchielli mi scoraggiava a tal punto da rinunciare ad utilizzarli (yep. I'm THAT lazy..).

E così, dopo diversi tentativi, (che hanno coinvolto pure un vecchio porta rotoli di carta assorbente... povero papà... l'aveva già mezzo distrutto e gliel'ho fatto cercare e ricostruire...ed ora giace di fiando al letto, inutilizzato....) ho sperimentato una soluzione tanto banale quanto geniale.

Libri di Agatha Christie e mensola fatta da papà a parte....quella cosa lì sotto, che cosa vi sembra?

..ma sì, è chiaro! Un fantastico porta-cerchielli!

*auto-applauso*
L'unico problema del progetto si è rivelato essere la grande quantità di cerchielli: per quanto li girassi e rigirassi proprio non ci stavano!

E così...è partita la creazione di un secondo modulo da aggiungere al mio porta-cerchielli..
Ingredienti:
  • rotolo di carta assorbente (non troppo largo, o sarà inutilizzabile)
  • borsetta di plastica con un disegno carino
  • nastro adesivo
  • spago, nastro, corda....quello che avete a disposizione..
Per prima cosa ricopro il rotolo di carta assorbente con la plastica della borsetta.
(cheee beeella, la borsetta della Accessorize... ^^ Ho finalmente trovato un modo per avere quel bel disegno sempre in vista!)
Proseguo facendo passare il nastro (o corda, o spago o..) attraverso il rotolo e lo fisso in qualche modo al supporto prescelto.

Realizzo che il mio piano di aggregazione di due moduli ha una piccola falla (vediamo chi la trova per primo...) e provvedo a risolvere.

(lì a destra il porta rotoli già citato...)
Passo quindi un supporto rigido attraverso i rotoli (questo solo nel caso ci siano due o più rotoli!) e...posso iniziare a disporre i cerchielli!
...non è bello??? ^^

domenica 22 luglio 2012

GIAPPONE - una foto al giorno PACHINKO

La strada dei pachinko, vicino al parco di Ueno, è......ciò che -acusticamente parlando- di peggio si possa trovare in una città così meravigliosa come Tokyo.
Seriamente.
Passeggi con la testa tra le nuvole ed improvvisamente vieni assalito dal rumore di mille e mille palline di metallo che cadono dall'alto in grosse ceste; tintinnii e musichette poco rilassanti accompagnano il fragore e rendono l'ambiente di cotali pachinko decisamente poco accogliente.

Eppure...questi mini-casinò alla Giapponese, dove i premi non sono mai in denaro, sembrano essere davvero popolari e sempre ben frequentati a qualsiasi ora del giorno...

Personalmente, il rumore che ne usciva è stato tale da prevenire ogni forma di interesse nei confronti del gioco, ma...chissà. Se dovessi tornare in Giappone, forse andrei a visitarne uno?

Vi lascio con un video di istruzioni per capire come funziona il gioco (chissà perchè hanno escluso l'audio....):



...ed un video in cui l'audio si sente piuttosto bene:

Giapponostalgia...


Post nostalgico ispirato dal pranzo di un paio di giorni fa...

Ebbene sì: gli ONIGIRI (おにぎ) si possono trovare pure qui da noi, preparati secondo criteri assurdi, con ripieni improbabili e ingredienti molto diversi da quelli originali...per non citare pure l'italianizzazione del nome in oniGHIri...

(ok..qui sto diventando un po' troppo puntigliosa, visto che la sillaba è pronunciata diversamente nelle due lingue e che scriverla come "ghi" in italiano permette la corretta lettura della parola....ma.. insomma.. L'italianizzazione del cibo giapponese è proprio totale..)

Critiche a parte... che cos'è un onigiri? ^^

Sostanzialmente si tratta di una polpetta di riso.
Una polpetta di riso a volte leggermente salato (solitamente ci si sporca la mano di acqua e sale al momento di formare la suddetta polpetta...e ciò lo rende differente dal riso per sushi, che è miscelato a diversi ingredienti tra cui anche l'aceto. Onigiri ≠ sushi.), a volte ripiena, a volte arrotolata o parzialmente coperta di alga nori, a volte arrotolata in un qualche condimento, a volte rotonda, a volte ovale, ed a volte con il riso miscelato ad altri ingredienti.
Chiaro?

No?

Ricominciamo da capo.:

L'onigiri è:
  •  una polpetta di riso.
    (..fin qui ci siamo, no?)
  • una polpetta di riso che i Giapponesi mangiano sin dall'11° secolo.
    (o forse anche da prima, chissà..)
  • una polpetta di riso solitamente in forma triangolare.
    (anche se le mie escono sempre sferiche.....)
  • una polpetta di riso che può essere riempita con ripieni pressochè infiniti.
    (tra i più comuni l'umeboshi, il tonno -a volte con maionese-, il salmone, le uova di salmone marinate nella salsa di soia...)
  • una polpetta di riso accompagnata da una striscia o un foglio di alga nori
    (che va assolutamente attaccato al riso solo al momento della pappa, cosicchè non si inumidisca e perchè impedisca all'onigiri di appiccicarsi alle dita di chi lo sta mangiando)
La versione "da supermercato" di questo cibo è quella che vedete nelle immagini:
qui a sinistra il formato più impegnativo, con tanto di quesito da settimana enigmistica (il riso e l'alga sono impacchettati separatamente e solo aprendo la confezione nel modo corretto si possono unire perfettamente senza mai doverli toccare.......serve che racconti il disastro che ho fatto la prima volta?)

Il ripieno di salmone (come tutti gli altri tipi di ripieno) viene inserito a polpetta già formata dal macchinario e proprio per questo, gli onigiri industriali erano originalmente malvisti: tradizione vuole che il ripieno venga appoggiato su uno strato di riso e poi ricoperto con un secondo strato, prima di premere e modellare il tutto in una polpetta.
Qui una confezione mista di omusubi (altro nome per gli onigiri) al gusto maionese. Da sinistra:
  • sea chicken- mayo (tonno in scatola. Credo -e spero- la curiosa nomenclatura derivi dal nome di una marca..)
  • tarako- mayo (uova di pesce)
  • sake- mayo (salmone, con pepe nero)
Per questi tre...non ho la minima idea del gusto.
Devo ammettere che mi è capitato spesso di non sapere che cosa stessi mangiando....
Qui si possono ammirare due esemplari rotondi (a metà prezzo perchè ormai vicini alla scadenza... Cosa non si fa per risparmiare..).
Quello di sinistra è ricoperto di tofu, quello di destra mescolato ad un particolare -e gommoso- tipo di alga.
Qui delle polpette vere e proprie di tanti bei colori diversi (sì, di nuovo non ho idea di cosa io abbia mangiato..).

...e per concludere, il tipo più strano di onigiri assaggiato: l'onigiri grigliato!

Nessun ripieno, nessun gusto particolare, ma solo una croccante (..dura.) crosta creata dal calore della piastra.

La prossima volta...magari le istruzioni per prepararli? ^^

mercoledì 18 luglio 2012

Pillola del giorno

..dopo una lunga assenza -non proprio reale, visto che continuo a tornare qui per scrivere nuovi post, poi litigo con l'editor e con le immagini che sembrano dotate di volontà propria (e di un'idea molto precisa su dove vogliono e non vogliono stare) e finisco con il mandare a quel paese il blog e chiudere tutto-

ok, l'inciso era troppo lungo...

..ricominciamo.

Dopo una lunga assenza...ritorno alla carica nel blog con un pensiero tra i più costruttivi mai inseriti qui dentro ed una dedica non esplicitabile, ma il cui destinarario potrebbe essere chiaro a molti....


(eh già...se poi riuscissi anche a mandare a cag*** la persona in questione pure dal vivo, sarebbe una cosa fantastica! Una gran liberazione!)

*ahem*

Dicevo?

Sì...

No....

.....non mi ricordo più dove volevo andare a parare. ò_O

domenica 13 maggio 2012

Zenzero candito


Strano, ma vero...continuo a fare foto annebbiate dal vapore...
(cos'è che si dice sui recidivi?)

Allora!
Per salvare della radie di zenzero dimenticata nel frigorifero, ho deciso di candirla!
(un pezzo l'ho pure sotterrato, ma...nonna è peggio di un cane, e due giorni dopo la radice era già stata dissotterata... O_O)






Procedimento semplice:
-pelo la radice di zenzero e la taglio a fettine sottili (probabilmente il procedimento è lo stesso anche per lo zenzero tagliato in altri formati), lasciandole poi in una pentola, coperte di acqua fredda fino al momento di utilizzarla

Per smorzare un po' il gusto dello zenzero, metto la pentola sul fuoco e porto a bollore. Dopo 5 minuti scolo lo zenzero e ripeto l'operazione da capo per altre due volte.


Una volta scolato per la terza volta, rimetto lo zenzero nella pentola e copro ancora di acqua fredda e porto ad ebollizione. Lascio cuocere (ommioddio ho quasi scritto 'Quocere'....) per circa 40 minuti e scolo.
Una volta scolato lo peso, lo metto di nuovo nella pentola (io mi trovo a mio agio con l'antiaderente) e verso uguale quantità di zucchero.
Porto a bollore a fuoco medio-basso e lascio sobbollire, mescolando di tanto in tanto, fino a quando il liquido è quasi evaporato e lo zenzero è diventato trasparente.

Stendo lo zenzero su un foglio di carta forno spolverizzato di zucchero semolato e lascio asciugare.
Per conservarlo, lo invaso e lo sommergo di zucchero (che prenderà un ottimo sapore, e...che verrà usato per dei biscotti? una torta? ...dell'agrodolce??? ^^)